Conosci il tuo Cotone

Cos’è il cotone?

Il cotone è la fibra più utilizzato nei tessili per indumenti. Si ricava dalla capsula matura della pianta di cotone. Si presume che la pianta sia di origine indiana, ma in realtà si usava anche nell’antico Egitto ed era conosciuta pure dai Maya. Questa pianta ha raggiunto l’Europa solo nel Medioevo. Il paese principale della produzione divenne Inghilterra dove, grazie alla rivoluzione industriale del 18° secolo, hanno iniziato a pulire le fibre meccanicamente aumentando la mole di produzione.

Oggi il principale produttore del cotone nel mondo è la Cina con i suoi 4,5 milioni di tonnellate all’anno, seguiti dagli Stati Uniti ed India.
Il morbido, traspirante e resistente cotone è una risorsa naturale rinnovabile, solo che i nostri jeans, magliette, biancheria da letto e asciugamani non ci costano proprio poco.

Questo perché non è semplice far crescere il cotone: la pianta ha bisogno di un lungo periodo caldo, tanto sole e moderate precipitazioni; è sensibile alle varie malattie, le sue morbide capsule sono molto appetitosi per gli insetti e possono essere danneggiati anche dalla muffa e malattie fungine. Per questi motivi nell’agricoltura del cotone si usano spesso concimi e prodotti varie per proteggere le piante, compromettendo la fertilità del suolo, inquinando le acque e causando seri i problemi di salute.
La produzione del cotone è un importante fonte di reddito per molti paesi in via di sviluppo. Spesso avviene in condizioni molto precari utilizzan

do dei fertilizzanti vietati altrove che provengono dagli Stati Uniti ed Europa. Per ottenere un raccolto in queste terre secche e sterili, hanno bisogno di un sistema di irrigazione apposita. L’esempio più drammatico è il prosciugamento del Mar Morto (che prima era il 4° lago più grande del mondo) per l’agricoltura.

Il cotone geneticamente modificato

Si tratta del cotone Bt, inventato per diminuire l’uso dei pesticidi. É stato creato aggiungendo alla fibra del cotone il codice genetico del batterio Bt (Bacillus thuringiensis), che contiene una sostanza tossica per certi insetti, ma non lo protegge dai parassiti come afidi (per cui si devono altri pesticidi appositi).
Siccome la pianta geneticamente modificata non fa i semi per continuare il raccolto l’anno successivo, gli agricoltori sono dipendenti dai mercanti dei semi. Circa 88% del cotone nel mondo è geneticamente

modificato.

Cotone organico

Pianta di cotone

Nella coltivazione del cotone organico non si possono usare ne i pesticidi ne i concimi sintetici ne i semi geneticamente modificati. Inoltre tenendo il suolo ricco con la rotazione delle colture, si usa molto meno acqua nei campi, per non parlare del salario dei agricoltori che è più alto grazie alla qualità del raccolto.
Il passaggio dall’agricoltura attuale all’agricoltura biologica è un bel rischio per i produttori: hanno bisogno di tre anni di transizione per liberare il suolo dai residui e nell’agricoltura biologica il raccolto non sarà più 100% garantito. Per non contare il fatto che la produttività del cotone organico è minore.
Il cotone organico è un prodotto di nicchia, che occupa solo 1% della produzione di cotone nel mondo. Anche se molti marchi internazionali di abbigliamento come Nike, H&M, M&S hanno introdotto alcuni collezioni da eco cotone, il cambio del cotone in quello ecologico nel intero industria della moda è probabilmente impossibile.

Un po’ di fatti

  • Nel Unione Europea e negli Stati Uniti si consuma in totale il 45% della produzione di cotone nel mondo, ma per popolazione, rappresenta solo il 13% della popolazione mondiale.
  • Il 25% dei veleni per piante usati nel mondo sono usati per coltivare il cotone. Per T-shirt è stato usato 150 grammi di pesticidi e concimi.
  • Per avere 1kg di cottone ci vogliono mediamente 8000 litri d’acqua (dipende dalla posizione geografica: in Sudan ci vogliono 29 000 l/kg, in Israele 7000 l/kg).
  • Nei ultimi 30 anni la produzione del cotone si è triplicato, mentre la quantità del terreno utilizzato per la coltivazione è rimasta invariata.

 


Foto: topntp26 / Freepik

Grete

Web designer 24 anni / estone / Professionista in ambito di sviluppo siti web e appassionata per il fai da te. Guardo il mondo con curiosità. Mi piace fare esperimenti, provare nuovi hobby e fare ricerche - sarebbe un peccato non condividerli.

Non ci sono ancora i commenti

Commenti sono chiusi